Parlare di Guerra ai Bambini Attraverso gli Albi Illustrati – Note dal webinar dell’11/3/22

a cura della Dott.ssa Camilla Giacomini - 1/7/2022

Albi Illustrati Bambini

Le Dott.sse Marta Rizzi e Isabella Cardani ci hanno offerto un’importante occasione per aiutarci a parlare ai bambini di uno dei fenomeni più spaventosi, anche per noi adulti: la guerra.

 

Come afferma il dottor Fabio Furlani in apertura del webinar, gli albi sono il modo ideale di trasmettere e affrontare le emozioni accogliendo la narrativa emotiva dei bambini ed è per questo che diventano un preziosissimo strumento per affrontare un tema così spaventoso, quanto reale, senza farci travolgere dalle nostre stesse emozioni.

 

L’intervento iniziale della Dott.ssa Rizzi ha una premessa importantissima, che ritengo sia essenziale nel lavoro con qualsiasi genitore che varca la soglia del nostro studio: noi psicoterapeuti non forniamo istruzioni generali su cosa e come fare con i bambini in situazioni difficili, ma stimoliamo gli adulti di riferimento a trovare il modo adatto a ogni bambino in funzione della sua unicità. Facciamo questo a partire proprio dal lavoro con i maggiori esperti di quel bambino, ossia i genitori, che diventano i principali alleati al suo benessere. 

 

Oggi molti adulti si trovano soli in un mondo che muta ad una velocità enorme, in cui le informazioni date ai genitori per affrontare l’incertezza spaziano da “va bene qualunque cosa, ognuno ha i suoi tempi e i suoi modi” a rigide e uniche ricette che vogliono essere la soluzione perfetta per tutti. E’ importante, invece, fare un passaggio dalla corsa al “fare”, alla costruzione del proprio modo di “essere” genitori, tenendo conto delle più recenti ricerche scientifiche che consentono di trovare il giusto equilibrio tra l’unicità di ciascuna famiglia e le buone pratiche educative. 

 

Quali temi di riflessione per i genitori per parlare di guerra ai bambini?

 

È fondamentale chiarire quanto sia importante, in primis, che gli stessi adulti lavorino sulle proprie emozioni perché, un adulto spaventato diventa un adulto spaventante. Prima di affrontare il tema guerra, in quanto adulti abbiamo il dovere di chiederci come possiamo tenere a bada le nostre preoccupazioni. Vengono condivise delle fondamentali indicazioni su come poter, anche in un momento di elevata emotività dove anche noi adulti rischiamo di perdere la bussola, restituire dei valori positivi su cui continuare a far leva: gentilezza, solidarietà, pace. 
Indispensabile per far ciò è che tutte le figure di riferimento si chiedano e si allineino su qual è il modo in cui vogliamo narrare la guerra e con quale scopo perché è quello che rimarrà nelle loro memorie. Così i bambini riusciranno a osservare, a comprendere e a vivere questa situazione e gli adulti potranno ascoltarli, accogliere i loro vissuti, confortarli con la propria presenza, comprensione e sicurezza. 

 

La lettura condivisa di alcuni albi illustrati può essere uno degli strumenti per condividere emozioni, significati, azioni e riflessione con i nostri bambini.

 

La capacità di utilizzare un albo secondo la prospettiva costruttivista relazionale emerge pienamente dalla lettura di Akim corre (di C.K. Dubois, Babalibri), una storia dall’elevato impatto emotivo che diventa ancora più forte quando viene letto da una terapeuta che svela con autenticità la sua stessa commozione, in grado di superare anche la distanza data dalla modalità telematica, fornendoci la possibilità di rispecchiare la nostra stessa emozione. La storia di Akim è struggente, parla di un bambino in fuga dalla guerra, una storia difficile da narrare se non si è disposti a entrare in contatto con quello che fa risuonare in noi, accoglierlo e modularlo per poter aiutare i bambini a fare altrettanto. La lettura riesce non solo a emozionare, ma a farci cogliere con straordinaria chiarezza il senso del webinar cioè a ricordarci il nostro ruolo, in quanto adulti di riferimento, quello di basi sicure, porti saldi cui poter far ritorno anche e soprattutto quando il mare è in burrasca. 

 

Magistrale la lettura a due voci dell’albo Cosa c’è nella tua valigia (di C. Naylor-Ballestros, Terre di Mezzo) che vuole condividere e restituirci l’importanza del ruolo dell’adulto nell’aiutare i bambini a superare la diffidenza e il timore dovuti al contatto con il diverso e offrire una modalità relazionale incentrata sull’accoglienza, l’ascolto e l’empatia.

Le parole accuratamente scelte per spiegare l’importanza della lettura condivisa di storie illustrate risuonano in me come una potente verità: “Gli albi aprono alla bellezza del mondo dandoci la possibilità di soffermarci su quel che possiamo fare per costruire la pace, per viverla ogni giorno nella nostra quotidianità.”

 

Un altro albo, l’Alfabeto del mondo (di E. Montanari, Carthusia) incarna sapientemente l’approccio costruttivista che ci invita a prendere consapevolezza delle lenti attraverso cui guardiamo e creiamo la realtà che ci circonda e ci mostra come leggiamo con i nostri occhiali quanto narrato perché ciascuno di noi coglie un significato differente che dipende dalle lenti con cui interpreta la storia raccontata.

 

La lettura condivisa in terapia ci permette di osservare tutta la meraviglia dei significati che i bambini restituiscono sottolineando l’importanza di chiedersi quale significato attribuiscono a quel che vivono.

Ho apprezzato molto le diverse proposte di narrativa, non solo albi, ma anche libri adatti ai più grandi, dai 9 anni in su, con due racconti scritti da Nicoletta Bortolotti: Le onde della libertà e In piedi nella neve.

 

Molto interessante e di estrema importanza aprire anche lo sguardo sugli adolescenti consigliando un libro di narrativa come In piedi nella neve per favorire l’immedesimazione con la protagonista aiutando a entrare in contatto con le proprie emozioni, a sentirle, a comunicarle e a non averne paura.