Pezzati Rita 2 2016

Efficacia della Terapia della Bambola (Doll Therapy) sui disturbi del comportamento in persone affette da demenza che vivono in Casa per Anziani: uno studio clinico (Studio della Terapia della Bambola e attaccamento– STBA)

19/11/2018

RAPPORTO INTERMEDIO novembre 2018

 

Efficacia della Terapia della Bambola (Doll Therapy) sui disturbi del comportamento in persone affette da demenza che vivono in Casa per Anziani: uno studio clinico

(Studio della Terapia della Bambola e attaccamento– STBA)

 

 

Ringraziandovi per la fiducia che ci avete mostrato nel rendere fattibile questa ricerca, vi rendiamo partecipi dei risultati ad oggi elaborati.

 

 

STATO ATTUALE del reclutamento dei soggetti per la ricerca

Case per Anziani:

  • da aprile 2017 ad oggi sono state reclutate 17 Case per Anziani del Canton Ticino. Queste istituzioni hanno aderito al progetto e formato il loro personale alla Doll Therapy (ricordiamo che per rendere omogena la raccolta dei risultati della ricerca è necessario che le Case per Anziani formino il loro personale secondo il protocollo indicato nel progetto).

Soggetti per lo studio:

  • attualmente 73 persone sono state individuate come possibili beneficiari della Doll Therapy e rispondenti ai criteri di inclusione e esclusione dello studio.

Di queste 73 persone coinvolte, in funzione dello schema sperimentale randomizzato presentato nel progetto, 37 hanno ricevuto il cubo e 36 la Bambola empatica. Inoltre sono in attesa di randomizzazione 5 altri soggetti.

 

Segnalazione dei soggetti per la ricerca

Breve presupposto: la parte formativa che precede e permette la realizzazione della ricerca (una serata di presentazione e due mezze giornate di formazione in aula) è seguita da 10 supervisioni per una durata complessiva tra 12 e 18 mesi, in funzione delle necessità di ogni struttura. La ricerca prende quindi avvio dopo la formazione in aula ed è supportata dalle supervisioni nel tempo. Nostra attenzione come Gruppo Doll Therapy è stata quella di fornire strumenti concreti di lavoro affinché le strutture fossero in grado di essere autosufficienti. In questo contesto è emersa anche l’esigenza di dare continuità al progetto.

 

 

PROGRAMMA di reclutamento fino a novembre 2018

7 Case per Anziani hanno pianificato e sottoscritto il contratto nel 2018, la formazione è stata conclusa per tutte e 7 e ad oggi 5 di queste hanno già avviato la parte di ricerca.

E’ in corso la fase di pianificazione delle formazioni per il 2019, al momento con 6 nuove Case per Anziani che aderiranno al progetto.

 

Segnaliamo per conoscenza che il reclutamento delle strutture, e quindi dei soggetti necessari alla ricerca, deve tenere conto delle loro esigenze organizzative. Nel corso dei mesi estivi la presenza ridotta di personale curante rende difficile l’apertura di nuovi percorsi, mentre riusciamo correttamente a proseguire quelli già aperti. La stessa difficoltà viene registrata nel corso del mese di dicembre per l’aumento di impegno dovuto a eventi straordinari legati alle festività.

 

 

ELABORAZIONE DATI

 

I dati elaborati al mese di giugno, rispetto alla diminuzione dei disturbi del comportamento e della diminuzione dello stress dei curanti, riguardano 59 soggetti (24 soggetti controllo- cubo, e 23 soggetti sperimentali- Bambola Empatica), quindi quasi la metà del campione totale.

I risultati parziali in nostro possesso ad oggi confermano la bontà delle ipotesi formulate.

 

Disturbi del comportamento :

Dai dati rilevati i disturbi del comportamento nei soggetti che usano la Bambola Empatica mostrano una diminuzione statisticamente significativa (p=000 di questi comportamenti, con una correlazione altamente significativa rispetto al gruppo che usufruisce del cubo.

 

Stress del personale curante :

Il malessere dei curanti mostra una diminuzione statisticamente significativa (p= .004): la cura delle persone affette da demenza media-avanzata e che presentano disturbi del comportamento, e che possono usufruire della Bambola Empatica, risulta essere meno stressante.

 

Verifica di possibile bias di composizione dei gruppi

Per testare che non ci sia un bias di composizione nei gruppi “trattamento” e controllo” dato da una non corretta randomizzazione, verifichiamo che le differenze nell’età al momento dell’arruolamento nello studio e nei punteggi NPI – NH (scala che valuta i disturbi del comportamento, range: 0-144) alla baseline non siano statisticamente significative. Data la distribuzione non parametrica delle variabili, viene applicato il test non parametrico di Mann-Whitney. Di seguito i valori e i livelli di significatività per ogni variabile: Età z= 0,72; p= 0,47; NPI – NH: z= -0,63; p=0,528.

Il test conferma che non c’è differenza statisticamente significativa nei valori delle due variabili tra i due gruppi: alla baseline, dunque, i due gruppi, sperimentale e di controllo, presentano età e disturbi del comportamento non diversi, indicando la bontà della procedura di randomizzazione.

 

 

PRESENTAZIONI:

Convegni:

  • Manno 31 gennaio 2018. Presentazione della ricerca con un’introduzione sull’etica della presa in carico delle demenze nel contesto delle presentazioni scientifiche presso la SUPSI.

 

  • Lugano 13 aprile 2018. Presentazione all’interno del Gruppo Cantonale Demenze, gruppo per l’implementazione delle linee guida svizzere nel nostro Cantone.

 

  • Losanna 3 maggio 2018. Hes-so (Haute école spécialisée de Suisse occidentale).

 

  • Milano 5 giugno 2018. XI Convegno Nazionale SIPI Invecchiamento e longevità.

 

  • Montreux 13-15 giugno 2018. 11° Congrès International francophone de Gérontologie et Gériatrie.

 

In preparazione :

  • Bologna, 28-29 novembre 2018. X edizione del Forum della Non autosufficienza (e dell’autonomia possibile).

 

 

SVILUPPI DEL PROGETTO

  • Rete

Le case coinvolte hanno evidenziato la necessità di scambio e confronto. Come gruppo di implementazione della terapia non farmacologica Doll Therapy abbiamo attivato la nascita di una rete “Rete terapie non farmacologiche”. Questo momento di offre la possibilità di mantenere elevata l’attenzione alla Doll Therapy, approfondirne la conoscenza e le modalità di applicazione, la costruzione di un linguaggio condiviso tra operatori, ma anche di migliorarne la comprensione del senso del suo utilizzo nel contesto più ampio delle terapie non farmacologiche.

Sono già stati svolti 2 incontri di due mezze giornate ciascuno, con una buona partecipazione di operatori direttamente coinvolti e con risultati interessantissimi in termini di identificazioni di buone prassi condivise, di opzioni organizzative facilitanti la somministrazione della Terapia della Bambola Empatica, di anticipazioni di eventuali difficoltà per le strutture che sono all’inizio del percorso, e un’elevata soddisfazione nel sentirsi parte di un cambiamento in corso.

L’identificazione di uno spazio di condivisione e crescita professionale, la rete, nell’ambito delle terapie non farmacologiche, nasce quindi proprio dall’esperienza diretta, concreta e continua degli incontri operati dal gruppo Doll Therapy e dal gruppo di ricerca sulla sua efficacia con gli operatori delle diverse formazioni professionali. Questi incontri hanno favorito nelle CpA nelle quali erano già presenti altre terapie non-farmacologiche l’utilizzo dell’assetto metodologico da noi proposto per rileggere, oggettivizzare la scelta del tipo di terapia per ogni residente e dare coerenza agli interventi. Le richieste operative dei curanti e le nostre osservazioni sulle situazioni istituzionali incontrate ci hanno quindi condotto a identificare la necessità di offrire la possibilità di costruire una rete che, a partire dall’esperienza dello studio della Doll Therapy, possa rispondere a una necessità viva e vivace di rendere sempre più coerente ed efficace la presa in carico delle persone affette da demenza. La grande attenzione delle terapie non farmacologiche si focalizza sulle modalità di conoscenza, osservazione e costruzione di vicinanza umana (scientificamente sostenuta da metodologie che rendano osservabili, misurabili e riproducibili i risultati, come nella nostra ricerca) che costituisce la qualità di vita di queste persone.

Questa nuova opportunità risulta inoltre interessante anche per la ricerca poiché questi incontri favoriscono il mantenimento della consapevolezza della necessità di avere dei risultati scientifici significativi che avvallino quanto si sperimenta nella pratica della cura. Conseguentemente questi incontri offrono ulteriori spunti che sollecitano la segnalazione di casi nuovi.

 

  • Manuale di terapie non-farmacologiche, la Doll therapy come esempio concreto

Nell’ambito dell’implementazione della Doll Therapy e della ricerca della sua efficacia abbiamo raccolto un’ulteriore necessità/desiderio da parte dei curanti: avere un manuale di terapie non farmacologiche che possa essere di supporto ai caregiver nel grande lavoro di comprensione e messa al centro della persona affetta da demenza con continuità e coerenza. Questo manuale mirerà a supportare e favorire l’offerta di cure sempre più personalizzate che tengano conto dell’unicità di ogni persona che soffre di una patologia dementigena.

Un punto di forza che segnaliamo è costituito dalla cooperazione diretta e concreta che gli operatori (siano essi coordinatori, curanti, infermieri, specialisti in attivazione ecc..) avranno nella costruzione di questo test/strumento di lavoro, a partire dal confronto sia in occasione degli incontri di rete tra le diverse case, sia all’interno delle supervisioni d’équipe in ogni singola casa partecipante. Il manuale risponderà quindi non solo a possibili domande o situazioni ma fornirà un supporto alle difficoltà che concretamente si vivono nella quotidianità nella presa a carico delle persone affette da demenza e nell’attivazione di terapie non farmacologiche.

 

 

 

In fede

 

 

 

Rita Pezzati                                                                                        Valentina Molteni

 

 

Professore                                                                                          Collaboratrice indipendente

DEASS / CCA                                                                                      DEASS / CCA